Un Pdl senza Silvio e Pd... Le provocazioni per il 2009

Mercoledì, 31 dicembre 2008 - 14:28:00

 
Seconda ipotesi, il nuovo anno obbliga la politica alla semplificazione. In un momento di crisi la gente sopporta ancora meno del solito la debolezza e l'arroganza di una politica che passa tre quarti del suo tempo a gestire o alimentare scontri interni alle coalizioni di governo e opposizione o interni agli stessi partiti. Per non parlare dell'altro quarto di tempo passato a dettare priorità di agenda spesso nettamente diverse da quella dei cittadini. Quindi bisogna ipotizzare che tanto nel centrosinistra quanto nel centrodestra sfumino gli elementi di contrasto e dominino quelli di sintesi. E che tanto l'azione di governo e opposizione quanto le campagne elettorali che verranno siano dedicate alla difesa (se non alla crescita) della qualità della vita quotidiana della gente piuttosto che alle questioni che stanno tra la difesa teorica di questioni ideologiche o identitarie e interessi materiali di questo o quel leader politico o dei suoi amici.

Da queste ipotesi generali derivano infine almeno quattro provocazioni tra i fondi del caffè.
Prima provocazione, nascerà il PDL con un Congresso ufficiale a undici anni esatti dall'ultimo e unico Congresso di Forza Italia e a quindici anni dalla prima Convention e potrebbe essere l'occasione per Silvio Berlusconi per farne davvero un partito nuovo. E per farlo dovrebbe anche scegliere un leader di partito che non sia lui e che sia un valore aggiunto rispetto a lui.

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