Il Pd e la sindrome di Stoccolma

Domenica, 23 novembre 2008 - 19:00:00

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Fausto Raciti ha vinto le primarie dei giovani del Pd
Fa freddo, fa molto freddo dalle parti del PD. A un mese circa dall'abbraccio da coperta di Linus del Circo Massimo e a due settimane dalla vittoria in Trentino in compagnia dell'Udc, l'inverno arriva e riecco l'immagine di un partito in cerca d'autore. Tra le tante leggende metropolitane sulla politica italiana una almeno continua a confermarsi non troppo distante dalla realtà. Quella che attribuisce alla RAI il ruolo di specchio o di sfera di cristallo dei destini del sistema di potere dei partiti. Ed ecco infatti verificarsi come d'incanto scientificamente tutte le debolezze del PD nello svolgimento tragicomico della vicenda della Presidenza della Commissione di Vigilanza. Tante debolezze che fanno del PD oggi un partito prigioniero, che soffre di quella sindrome di Stoccolma che a volte rende il prigioniero morbosamente dipendente dal proprio carceriere.

Il PD è prima di tutto prigioniero della sua autoreferenzialità che continua a prevalere sulle reali priorità del Paese, che consentirebbero al partito di Veltroni di recuperare consensi. E succede anche e soprattutto in questo momento di crisi, che in teoria renderebbe così drammaticamente semplice e obbligatorio cercare una rotta su cui puntare l'agenda politica e cercarla proprio nelle scelte che bisogna proporre agli italiani per battere l'instabilità che ci sta arrivando addosso dall'economia. Non riuscire allora a uscire dal tunnel della questione Vigilanza Rai come priorità per dedicarsi a economia, lavoro e società e lasciare su questo la palla a CGIL e Governo è decisamente masochista. In secondo luogo la sindrome di Stoccolma del PD si manifesta nel rimanere prigioniero del proprio avversario e quasi dipendente da arrivare addirittura in fondo alla vicenda Villari con la richiesta a Berlusconi di intervenire per risolvere il problema. Ed è il messaggio dato agli italiani anche quando la partita si giocava sulla nomina di Orlando.

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