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Volare alto o restare a terra: la Lega alla prova del (duemila)nove
Domenica, 11 gennaio 2009 - 13:57:00
Benvenuto anno nuovo. Quello che abbiamo salutato è stato di sicuro l'anno della Lega Nord. L'anno della sorpresa (per alcuni distratti) alle elezioni e della continua ascesa nel governo e nel Paese.
Un anno di quelli da incorniciare per Bossi, Maroni e soci. In cui tutto quello che si tocca diventa oro e consensi nei sondaggi e nei voti. A tutto svantaggio, soprattutto, del Pdl. A questo punto allora il 2009 diventa per il terzo partito italiano il momento della verità. La prova del 9 appunto. Il momento in cui i leader della Lega devono fare la cosa più difficile: trasformare la sorpresa in conferma e l'ascesa elettorale e nell'opinione in una reale e tangibile crescita di voti.
Le aspettative sia degli elettori che dei mass media sono infatti per il 2009 a due cifre e qualsiasi risultato della Lega sotto il 10% potrebbe risultare una sconfitta. Il punto è allora come la Lega potrebbe mantenere queste aspettative.
Le strade sono evidentemente tre e Bossi le conosce così bene da essere giá in campo a tentarle tutte. La prima strada è quella del ruolo fermo e deciso di sentinella del Nord e dei suoi interessi dentro il governo. La vicenda di Malpensa e Linate ne è palesemente il simbolo e la frontiera più esposta. Alle elezioni la Lega ha conquistato una marea di voti di qualunque colore sulla difesa degli aeroporti milanesi e sulla promessa con il sangue di garantirne il potenziamento e il mantenimento su Malpensa dei voli Alitalia. Oggi si trova con un piano industriale approvato da Berlusconi che regala Alitalia ad Air France alla faccia dell'italianità dei patrioti di Cai e mette una croce tombale sugli aeroporti della ex capitale morale italiana.
La Lega alza la voce e batte i pugni contro questa scelta perché sa di giocarsi su questa partita un bel pezzo di credibilità. E sarà su questo terreno che si conteranno una parte delle potenzialità del partito di Bossi e Maroni di vincere la scommessa 2009. Da questo fronte a quello della battaglia per il federalismo a quello della richiesta dei comuni di potere gestire il 20% dell'Irpef dopo che il governo gli ha tolto l'Ici e una valanga di soldi per i servizi ai cittadini. Insomma la Lega deve rimanere il cane da guardia di un governo che proprio nell'anno della crisi sembra decidere di mettere la parte più produttiva del Paese in serie B.
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La celebre voce dei Police ma anche Banderas, Depardieu, Brad Pitt, Bono, Francis Ford Coppola hanno dettato la linea e ora sono sempre di più quelli che nel tempo libero si trasformano in agricoltori. Complice la crisi e la voglia di natura e di concretezza. Coldiretti stima che in Italia almeno un milione di persone si dividano tra piccoli appezzamenti e terrazzi attrezzati. Quanto costa metter su un piccolo orto? Tra terra, piantine o semi, concime e strumenti di lavoro circa 250 euro
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