La lunga marcia di Di Pietro. L'obiettivo? Il sinistradestra

Lunedì, 15 settembre 2008 - 10:11:00


Da partito giustizialista, fotografia e film della storia del suo fondatore, l'Italia dei Valori è diventata già in campagna elettorale e poi ancora di più in questi mesi di timidezze e confusione del PD un "partito pigliatutto" compact. La teoria del "partito pigliatutto" la inventa Otto Kircheimer molti anni fa per dare una forma universale a partiti sul modello dei Repubblicani e dei Democratici americani. Partiti cioè capaci di pescare voti da sinistra a destra con grande disinvoltura. Passando da un tema ad un altro e da un valore (appunto) ad un altro senza soluzione di continuità e senza mai perdere troppi consensi per strada per quella fastidiosa ancora chiamata coerenza.

Ecco, appunto, la nuova Italia dei Valori del Tonino nazionale è un piccolo grande partito pigliatutto. Oggi è il vero pungolo del Governo, la vera opposizione pancia a terra e senza "se e senza ma". Pochi ideali e molte battaglie, poca melina a centrocampo e molto gioco in attacco, con un avversario dichiarato unico e solo (Berlusconi e il suo Governo) e tre reali ai quali conquista voti giorno per giorno. Di Pietro, con la sua opposizione militante, asciuga funzionalmente elettori a quella sinistra "radicale" che in Parlamento non c'è e che si stà ancora baloccando tra beghe interne ai singoli partitini e tentazioni di abbracciare il PD.

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