L'analisi/ Spiderman-Berlusconi e PeterParker-Veltroni
L'altra tentazione è quella di usare la crisi per legittimare cambiamenti di rotta radicali rispetto alla propria identità o già in corso ma difficili da difendere. E' il caso sia per il Governo che per il PD delle scelte che riportano lo Stato al centro dell'economia e del mercato. L'identità più vitale del PDL e, soprattutto, di Forza Italia e della Lega è sempre stata centrata sul mercato che tiene lontano lo Stato e che lo riduce, conquista e sostituisce. Dalla scuola ai servizi, dalla sanità alle infrastrutture, dalle banche alle aziende di servizio, dagli immobili (ci ricordiamo le cartolarizzazioni di Tremonti uno?) all'acqua: l'ideologia classica antiStato dei partiti conservatori di tutto il mondo ha dato sangue e neuroni a questi quindi anni di storia politica di Berlusconi e del suo principale alleato genetico (la Lega appunto). Oggi la crisi offre l'opportunità che il Cavaliere ha sfruttato subito per trasformarsi nel più straordinario campione di statalismo europeo, tanto da far impallidire anche i più cari e vecchi leader comunisti sovietici. Il PD al contrario è stato costretto dalla crisi a riesaltare la propria attitudine liberale ad una presenza di controllo e compensazione dello Stato. Attitudine che ha fatto del centrosinistra sempre una cosa ben diversa dal centrodestra modello Berlusconi, ma che non era così evidente e chiara (come molte altre scelte di fondo) nel patchwork dell'identità del PD fino ad ora abbozzata.



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