Mumble Mumble/ Napoli, al Comicon il fumetto è giallo
di Francesca Sassoli
Edizione imperdibile. Uno schiaffo a quanti considerano la cultura un monopolio “nord-centrico”. Nella sontuosa cornice di Castel Sant’Elmo, Napoli ospita il Comicon, un appuntamento ricchissimo di incontri, eventi, mostre. Questa undicesima edizione è dedicata al colore giallo, dopo il blu ciano e il magenta delle precedenti. Non confondiamo, però: il giallo non ha niente a che fare, questa volta, con omicidi, crimini, anziane signore inglesi a caccia di assassini e maggiordomi sempre sospettati. Uno dei quattro colori base per la stampa tipografica, è per il Comicon una sfumatura tutta diversa, come spiega a "Mumble Mumble" il direttore artistico della rassegna, Luca Boschi.
Giallo non fa rima con delitto, questa volta, vero?
"Infatti, in questa edizione il giallo lo trattiamo in modo totalmente diversa. Gialli sono i personaggi di una fra le famiglia americane più politicamente scorrette: avremo come ospite Phil Ortiz, artista di Los Angeles, animatore, docente e disegnatore, che da dieci anni è il principale disegnatore dei Simpson. Ha ricevuto due Emmy per le prime stagioni televisive della serie, per la quale ha inventato il design di Flanders, Otto, Herman, Lou e Eddie, Nelson, Ralph, Apu e altri personaggi. Oltre che sulla serie creata da Matt Groening, ha lavorato anche su personaggi di Tex Avery, Bill Hanna e Phil Roman. Si potrà conoscere Ortiz in un incontro col pubblico e ci saranno alcuni fortunati che potranno farsi fare la caricatura stile Simpson. Ma giallo è anche Rat Man. Al personaggio esilarante di Leonardo Ortolani è stata dedicata una mostra 'Rat-man: 20 anni senza condizionale', in cui vengono svelati i segreti di Leo. Non in senso 'razzista', certo, diamo anche ampio spazio alla Cina e ai suoi nuovo protagonisti del mondo delle nuvolette".
Il programma è molto vasto con ospiti davvero di primo livello… 1.jpg)
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"Abbiamo dedicato a un maestro del fumetto nazionale, e non solo, una mostra monografica: 'Tanino Liberatore – Un Michelangelo post- moderno'. Con Stefano Tamburini nel ’78 ha iniziato una storia fondamentale del fumetto italiano e della cosiddetta controcultura. In quell’anno parte l’autoproduzione della rivista Cannibale. Nel 1980 irrompe il primo numero della rivista Frigidaire, partecipando, insieme allo stesso Tamburini, Andrea Pazienza, Filippo Scòzzari, Vincenzo Sparagna e altri, a uno dei collettivi artistici più effervescenti e politicamente scorretti dell'Italia contestatrice degli anni '70. Tanto per capirci, furono i primi a trattare il tema dell’Aids in Italia. Liberatore realizza le celebri illustrazioni della serie Bordello et Client, e disegna la copertina del disco di Frank Zappa, The Man from Utopia. Sempre con Tamburini sviluppa le prime avventure di Ranxerox".



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