Mumble Mumble/ Carlo Stanga, architetto-illustratore milanese che ha conquistato il mondo

Sabato, 6 giugno 2009 - 17:40:00

Altri incontri che ti hanno cambiato la vita?
"Dopo Munari, recentemente ho fatto altri incontri importanti: Italo Lupi, architetto, graphic designer e art director di grande statura, molto attento, tra le altre cose, all’illustrazione, che mi ha dato consigli molto  utili. E’ stato un punto di riferimento fondamentale anche per altri illustratori, fra cui Guido Scarabottolo, un professionista che ammiro molto. L’altro incontro è stato con Mario Bellini, uno dei designer e architetti italiani più apprezzati a livello internazionale. E’ uno di quei grandi che hanno la capacità di comunicare con rara chiarezza la loro originale e unica visione delle cose. Ricevere i suoi complimenti mi ha riempito di orgoglio. E poi il caporedattore di Io Donna, Elena Marco, giornalista sensibile che mi ha incoraggiato nell'approfondimento del mio stile e del mio tratto, marcandone l'originalità".

Nelle tue illustrazioni si nota la tua passione per un certo stile architettonico, è così?
"Sì: ci sono dei palazzi che amo in modo particolare a New York, ma anche in Europa. Prediligo il periodo fra la fine dell’800 e i primi vent’anni del ‘900".


Il poster di Carlo Stanga per la metropolitana di New York
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Come hai preso la notizia che eri stato scelto per il poster della metropolitana di New York?
"E’ stata una cosa bellissima, mi ha fatto un enorme piacere. E’ come fare una mostra 'universale': il tuo disegno viene esposto nelle stazioni della metro di New York, dove otto milioni di persone passano ogni giorno… è un’esposizione incredibile".

Ami New York, la metro per qualche mese ospita un tuo poster e il tuo stile ricorda da vicino quello delle copertine del mitico New Yorker
"Questo è un complimento enorme. Per riuscire a firmare una copertina del New Yorker vuol dire di essere arrivati nell’Olimpo degli illustratori".

Approfondiamo anche un altro aspetto, chi ha visto le tue illustrazioni si chiede “ma ha fatto tutto a mano”?
"La risposta è sì! Si tratta di disegni fatti a mano, a china, con una punta molto sottile, uno 0.1, il rapido graph che gli architetti usavano prima dell’avvento del computer. Si disegnava tecnicamente i palazzi sulla carta da lucido, adesso si fa tutto con il pc. Io invece utilizzo questo strumento a mano libera per i miei disegni e il computer lo uso per assemblare i vari palazzi che realizzo separatamente".


Lo studio ovale della Casa Bianca
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Un’altra domanda riguarda il tempo di realizzo: c’è chi ipotizza che tu sia anche velocissimo a realizzare questi disegni complicati e popolatissimi…
"Ed è proprio così, io disegno anche quando chiacchiero al telefono".

E quanto ci metti a finirne uno?
"Dipende dalla complessità e dalla cosiddetta 'ispirazione', comunque poche ore".

Tutto ciò mi suscita una certa invidia! Quali sono invece i tuoi riferimenti artistici?
"Cito di nuovo Saul Steinberg perché l’illustrazione è arte applicata. Poi George Grosz, Picasso e Francis Bacon".

Quali sono le tue prossime avventure?
"Il lavoro di art director è per Cobalti surface design, una piccola società appena nata, tanto che non c'è ancora neppure il sito, dove mi dedicherò allo sviluppo dei temi grafici di superfici di ogni tipo: dai pannelli artistici, alle carte da parati ai mobili... Ma forse sto facendo troppa pubblicità?"

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