Mumble Mumble/ I samurai, l'alpinismo e la poesia di Jiro Taniguchi, il mangaka che ha unito fumetto giapponese ed europeo. La gallery

Giovedì, 31 luglio 2008 - 18:15:00

Perché "Icaro" in collaborazione con Moebius non è mai stato portato a termine?
"Una risposta la possono dare, ahimè, solo Moebius e Taniguchi. Quella che sappiamo è che il fumetto non ha entusiasmato i lettori. La storia si è rivelata stimolante, intrigante, ma non è riuscita a interessare il pubblico. Forse anche per quanto dicevo prima il contesto era troppo estraneo a Taniguchi, e forse più adatto a un Masumune Shirow, che però non sarebbe stato in grado di esprimere le emozioni dei personaggi. Un bell’esperimento, ma non sempre due poetiche forti danno un prodotto comprensibile al pubblico. Io lo trovo meraviglioso, una stupenda sintesi di due grandi autori che rimarrà una mito del fumetto".



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Quali sono gli elementi del suo stile che si avvicinano a quello franco-belga?
"Potremmo dire che il tratto, la leggerezza e la composizione delle immagini ricordano profondamente il fumetto francese, a tal punto che Tanguchi è ben pubblicato e amato dal pubblico francese; proprio per questa vicinanza culturale. Ma è tutto il fumetto di Taniguchi ad essere attratto dall’orbita europea, forse bisognerebbe prestare attenzione anche alle influenze di un Vittorio Giardino o Attilio Micheluzzi".

Un piccolo vademecum per i neofiti: quali sono i volumi con cui iniziare a scoprire il mangaka Tanuguchi?
"Prima di tutto partirei dal mio libro, frase banale lo so, ma almeno per dare un’idea d’insieme delle opere in modo da sapere in quale mondo ci si sta buttando. Per gli amanti della storia l’opera che hai citato, 'Ai tempi di Bocchan', è una partenza molto stimolante. Per gli amanti degli animali 'Allevare un cane' e per chi preferisce storie di uomini allora 'In una lontana città' oppure 'Al tempo di papà'".

Cosa mi dici del periodo hard-boiled?
"E’ il periodo caratterizzato da un tratto duro e sporco. Se guardi con attenzione vedrai che la linea è anche più pesante e più spessa. Molto dinamismo d’azione quanto emotivo con forti cesure narrative. È un periodo strano, dettato anche dagli sceneggiatori che lo accompagnavano. Non sono opere per lettori maturi o abituati a una maggiore complessità narrativa e grafica".



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Una curiosità: perché sono stati i tuoi zii a dare il via a questo libro tanti anni fa e "inconsapevolmente"?
"I miei zii mi regalarono, quando erano studente delle scuole medie o liceo, non ricordo bene, un libro sulla storia della guerra russo-giapponese, quindi proprio sul periodo Meiji. Beh puoi capire che dopo leggere 'Ai tempi di Bocchan' e fare 2+2 è stato immediato…"

Nei ringraziamenti c'è anche Tom Cruise!
"Un grande attore che con una serie di film soprattutto di contenuto, da 'Minority Report' a 'Vanilla Sky', ha rilanciato il grande Philip Dick. Per il mio libro non può non essere importante con 'L’ultimo Samurai' perché racconta l’ultimo tentativo della casta dei samurai di opporsi alla modernità, al cambiamento cieco del Giappone nel periodo Meiji. È la fine del Giappone delle leggende, dei miti antichi, dei grandi guerrieri e di una chiusura quasi millenaria. C’è da riflettere sul gesto di quegli ultimi samurai".

Altri progetti? Altri mangaka?
"Progetti tanti, anzi troppi. Mi vengono idee continuamente, per ora tutte in fase di analisi e verifica, comunque: una rivista dedicata ai wargames, un nuovo spettacolo teatrale, due-tre libri ma niente di preciso sul Giappone, sicuramente fumetti e forse telefilm statunitensi".

Clicca qui per leggere le precedenti puntate di "Mumble Mumble": che storia, il fumetto

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