Mumble Mumble/ I samurai, l'alpinismo e la poesia di Jiro Taniguchi, il mangaka che ha unito fumetto giapponese ed europeo. La gallery

Giovedì, 31 luglio 2008 - 18:15:00

di Francesca Sassoli

L'autore/ Chi è Jiro Taniguchi
Il Giappone. E’ la terra lontana e del mistero, del silenzio del samurai, del Fujama con le nevi esterne, nell’aria rarefatta delle vedute di Hokusai, dei manga.
Mangaka è colui che disegna e idea una storia a fumetti, e Jiro Taniguchi nel piccolo e prezioso saggio di Andrea Attilio Grilli, per Le Virgole della Tunué, è chiamato “Il gentiluomo del manga”. Perché entra in ogni storia che affronta con il cuore e con uno stile leggero, mai invasivo, sempre con garbo. Perché tratta temi spinosi senza eccedere mai, alla larga dalle estremizzazioni, da iperboli e paradossi che hanno giocato - duro e sporco – in larga parte della produzione di fumetti nel resto del mondo. Perché spingere l’acceleratore è più facile che rodare un motore conducendolo con grazia, tornante  dopo tornante…



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Andrea Attilio Grilli, nell'introduzione del libro dici: "Quando si apre  un volume a fumetti disegnato da Taniguchi le sorprese o le emozioni non mancano mai". Quali sono gli elementi più forti di questo maestro di manga?
"Direi che la prima emozione è uno stupore. Un lettore di manga è abituato a un prodotto ricco di azione, e in qualche modo veloce da leggere e con pochi dettagli per una consumazione veloce. Ecco le prima pagine dei manga di Taniguchi già spiazzano e introducono a un ritmo più lento, più riflessivo. Le emozioni successive scaturiscono dalla dolcezza, dalla serenità e dal modo con cui ci propone graficamente le storie dei personaggi. Sono emozioni vere e umane e non dettate da sfere magiche!"

Perché secondo te Taniguchi non può essere paragonato ai grandi come Will Eisner e Osamu Tezuka? Cosa gli manca?
"Più che cosa gli manca, direi cosa non è Jiro Taniguchi. Dopo Eisner il fumetto americano non sarà più lo stesso, così come dopo Tezuka l’animazione giapponese non sarà più la stessa. Dopo Taniguchi possiamo dire che il fumetto è un’arte più ricca, più emozionante, ma le tecniche, il modo di pensare 'come fare il fumetto' rimangono sempre le stesse. Taniguchi non è un nodo culturale come Eisner o Tezuka, è un importante passo della storia del fumetto, da cui un amante del fumetto non può prescindere almeno nella lettura di alcune opere".



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La Coconino Press ha pubblicato in dieci volumi "Ai tempi di Bocchan": si parla del periodo Meiji. Il punto di forza di Taniguchi è la capacità di ricostruire storie all'interno della storia, o la sua voce più intima è quella legata alle sue passioni come gli animali e l'alpinismo?
"Taniguchi ha una chiara poetica che esprime soprattutto nel modo con cui disegna e interpreta le emozioni. Poi che queste emozioni siano in uno sfondo storico oppure West oppure naturalistico, non fa differenza. Per questo è sicuramente un autore maturo, con idee chiare su come raccontare le storie. Personalmente lo trovo più efficace nelle storie ambientate in Giappone e immerse nella natura, meno in quelle fuori dal suo contesto culturale, dove sembrerebbe un po’ distaccato, ma dovremmo scendere molto nel dettaglio".

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