Mumble Mumble/ Zhara, torna in un calendario la sexy-eroina di Roberto Bladazzini, maestro del fumetto erotico
La questione mora, rossa o bionda mi fa sovvenire un’altra domanda…quanto conta nell’immaginario e nella libido maschile l’idea che una bionda sia “una bionda naturale” o “una rossa naturale”? Ma poi perché?
“Venendo in età la questione ‘colore dei capelli’ diventa sempre più importante, la chioma è potere leonino, sia femminile che maschile! Quindi non è un problema che una bionda o una mora sia naturale è quanto nella trasformazione ci guadagna. Il fascino è sempre naturalezza è semplicità, appesantire il trucco o il colore dei capelli rende ‘falsi’, credo che la seduzione non abbia bisogno di maschere. Ho una compagna che non si tinge i capelli e devo dire che ha un fascino straordinario!”
In questo periodo sta girando l’Italia per presentare "Sexyrama", un’antologia di immagini femminili in un periodo storico ben determinato (1960-1979) e della quale "Mumble" si è già occupato: quali sono le domande più frequenti alla presentazione? Quali le immagini che vengono più apprezzate?
“Ho scansito migliaia di immagini per mettere insieme Sexyrama e il piacere che ne ho tratto è direttamente proporzionale alla visione che ne deriva. Sono riuscito a trasmettere la seduzione nella complessità e nell'interazione tra le testate e i periodi storici. Forse le immagini più apprezzate sono proprio quelle dei primi anni '60 dove il fascino femminile aveva delle regole, un po' freddo e distante dalla penetrazione nella diffusione di massa. La curiosità intorno a questo libro sta nella meraviglia di scoprire che in quei 20 anni sono successe tantissime cose, forse la rivoluzione sessuale è quella che attrae l'attenzione e induce a fare delle riflessioni su ciò che è stato rispetto a quello che è successo poi e che sta succedendo ora”.
VIDEO/ "Pop porno" de Il Genio
In questo scorcio di fine 2008 ha avuto un successo inatteso una canzone de Il Genio, intrigante ma assai casta: “Pop porno”, che insinua, ma è ingenua, che tenta ma non “sbraca”. Come mai è piaciuta così tanto? Per il tema, per la parola porno? L’italiano è ancora così legato a certi tabù “standardizzati”?
“Mi sono goduto il video e il testo molto semplice e ‘vero’ in quello che dice: ‘Ttu mi tradisci con il porno!’ Questo è il succo e il confronto che le generazioni post-porno hanno con la vita reale, il mondo virtuale propone la distanza dalla realtà per dei paradisi senza confini, personali e privati (parlo del maschio, soprattutto). Il rischio è che l'isolamento virtuale venga preferito al piacere del contatto fisico e reale. Però la sensuale vocina della cantante è un invito continuo a perpetuare questo processo, c'è un piacere nel non essere preferita al film porno... tutto sembra malizioso e ingenuo. Forse sta qui il successo. Mi ricorda ‘Je t'aime moi non plus’... Ovviamente i tempi sono cambiati”.
Capodanno è un appuntamento che molti attendono per trasgredire, lasciando morale e buoni propositi un attimo da parte… Cosa suggerisce per una serata particolarmente piccante?
“Mmmh... Vediamo se la mia ‘immaginazione’ funziona ancora. Direi di partire con un accarezzamento partendo dalle spalle per scendere sul fondo schiena, poi una danza leggera, tenera, i movimenti dei nostri corpi sono sincroni. Le luci sono soffuse, ma hanno dei punti di luce, piccoli e intensi, di là c'è una festa, ma in questa stanza noi due possiamo decidere di fare ciò che vogliamo. Non è la prima volta che il calore dei nostri corpi scopre il piacere di stare vicini ma siamo anche disposti a condividere il naturale desiderio di un abbraccio più allargato. In controluce una figura entra nella stanza, non sentiamo di essere disturbati , anzi proviamo una forte attrazione di entrare in contatto con lei... le nostre mani cercano nel buio e trovano le sue. Ora siamo in tre a trovare nella danza leggera, in quei piccoli passi, il nostro tempo. Cominciamo a sfiorare con le labbra i volti dei nostri compagni e gli sguardi di riconoscenza reciproci confermano il nostro valore, in quel momento sentiamo forte il sentimento di essere vivi e uniti in un solo abbraccio. Le urla e i botti testimoniano che il nuovo anno ci ha aperto le braccia e noi siamo stati pronti a schiudere quella gioia che i nostri cuori avevano in serbo da tanto tempo! Ora da quella porta stanno entrando nuovi amici e noi ci prepariamo ad accoglierli. Ecco, il mio suggerimento, trasgressivo, per attraversare l'anno, è quello di cercare un contatto il più ‘vero’ possibile con l'altro”.
Il nuovo calendario come per l'anno scorso, ha anche una funzione sociale molto importante. Infatti sarà possibile acquistare i disegni originali di Baldazzini partecipando ad un’asta virtuale il cui ricavato insieme a quello della vendita dei singoli calendari verrà devoluto ad un’associazione di beneficenza. 1.jpg)
Il calendario di Zhara by Baldazzini
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Per maggiori informazioni: info@zanotti.com e www.zanotti.com



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