Mumble Mumble/ Cento anni del Corriere dei Piccoli, primo albo a fumetti italiano

Giovedì, 15 gennaio 2009 - 12:00:00

Non dimentichiamo che i primi destinatari del settimanale erano i piccoli: la mostra prevede un programma di visite guidate “a misura di bambino”, in cui non soltanto gli adulti, ma anche i più piccoli possano trovare una diretta relazione con figure, personaggi, oggetti e situazioni dell’immaginario dei loro coetanei di tanti anni fa. È per questo motivo che lo spazio dei cosiddetti “laboratori viaggianti” è pensato come aperto, un’area didattica in stretta relazione con il percorso di visita,  che consente a bambini e ragazzi di scuole materne, elementari e medie un’esperienza memorabile di contatto con il popolare settimanale per l’infanzia, sia che essa si realizzi in visita didattica durante la settimana, sia autonomamente con le proprie famiglie durante il weekend.


L'Aprile ora ha inizio: / scherzate coi pesci / però, con giudizio! tempera su carta; china su foglio da lucido, 501x302 mm (pubblicato nel “Corriere dei Piccoli”, n. 13, 1 aprile 1962, copertina)
Milano, Archivio Storico del Corriere della Sera
Sergio Algozzino (che "Mumble" ha intervistato per la sua “Ballata per De Andrè”) ha creato un nutrito blog sui 100 anni del Corrierino.

Sergio, qual è la magia dei Corriere dei Piccoli?
"Io spesso faccio un esempio parlando del tempo, il grande tiranno che tutto porta via, che sommerge e fa dimenticare. Ci sono state mode futili che hanno oscurato grandi fenomeni, piccoli talenti che hanno riscosso più successo di veri e propri geni. Il tempo nel settore del fumetto è cruciale come in altre forme d’arte: il Corriere dei Piccoli è stata la prima effettiva rivista di fumetto in Italia, ma soprattutto è la pietra angolare della storia delle nuvolette nostrane. Per noi che facciamo fumetto sono pochi i riferimenti culturali a cui far riferimento, i personaggi a cui riferirsi".


La famosa invasione degli orsi. 4. - Il gatto mammone, matita colorata su carta, 340x230 mm (pubblicato nel “Corriere dei Piccoli”, n. 4, 28 gennaio 1945, quarta)
Collezione privata
Il Corriere di Piccoli come “ancora culturale” del fumetto italiano?
"Esatto, e noi sbagliamo a non celebrarne di più i suoi eroi. Prendiamo come esempio il Signor Bonaventura: fino a 15 anni fa era ancora celebrato, ricordato, citato, poi è letteralmente scomparso. Se andiamo in Belgio o in Francia, vediamo come sono affezionati al loro primo personaggio! Eccome! Magari non viene ristampato, ma è nei cuori e nelle memorie del Paese. In Italia questo non succede. Yellow Kid è il primo fumetto della storia mondiale, ma il nostro è Bilbolbul… ma chi lo sa? Quando si parla delle nostre origini, si parla di Topolino, ma non è un nostro prodotto!"

E fra gli autori qual è il più dimenticato?
"Dino Battaglia, un incredibile autore, prolifico, generoso, geniale. Apprezzatissimo nel settore, ma a livello popolare è ingiustamente dimenticato. La Francia insegna: oltralpe il fumetto ha un rilievo e un’attenzione tutti diversi".

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