Presidenziali in Francia. Incognita Marine Le Pen
Di Achille Lega
Mancano più o meno sei mesi all'atteso (e incerto) voto dei francesi per l'Eliseo ossia la presidenza della Repubblica, prestigiosa e potente sede della prima carica esecutiva dello Stato. Sin da ora si profila una dura quanto decisiva partita a tre nella quale il più esposto al rischio della sconfitta, secondo molti osservatori a Parigi, sarà Nicolas Sarkozy, presidente uscente, leader del suo partito di Centro-Destra (L'Unione per un Movimento Popolare) e aspirante - non ancora dichiarato - al rinnovo del mandato.
Contro "il mastino" dell'Eliseo, come spesso viene chiamato, c'è un calo evidente di consensi nell'opinione pubblica che ha non poche radici nella diffusa inquietudine dei francesi per la crisi economica e dell'euro. E questo nonostante la parte attiva che il presidente francese ha svolto d'intesa con la cancelliera tedesca Angela Merkel per salvaguardare il ruolo e gli interessi dell'Unione Europea. Non a caso, giacchè Sarkozy considera la politica estera uno dei suoi punti di forza dovuto anche al fatto che gli Esteri sono una prerogativa primaria del Capo dello Stato in Francia secondo il modello gollista. Ma chi sono i rivali alla sua destra e alla sua sinistra che sperano di poter sfruttare il malcontento dell'opinione pubblica per la crisi economica gettando le basi della sconfitta alle urne del presidente? Sono i socialisti di Francois Hollande da una parte e dall'altra i seguaci dell'estrema destra di Marine Le Pen, leader del Fronte Nazionale e figlia del suo fondatore Jean-Marie Le Pen. Due personaggi diversi per origine e formazione, ma certamente intenzionati ad impedire un bis di Sarkò all'Eliseo.
Hollande, socialista moderato, si è assicurato la "nomination" per l'Eliseo nelle primarie del suo partito e risulta il favorito nei sondaggi conquistando un terzo del voto se il primo round elettorale - fissato per il 22 aprile 2012 - si tenesse oggi. Mentre Sarkozy otterrebbe meno del 25 per cento. Marine Le Pen, dal canto suo, conquisterebbe circa il 20 per cento dei voti. Gli osservatori parigini notano che la crisi sociale di per sé alimenterebbe lo scontro fra destra anche moderata e sinistra. Hollande intanto non nasconde la sua volontà di prepararsi per una "severa battaglia" elettorale nei prossimi mesi contro il presidente e contro la signora Le Pen. Hollande ci tiene a sottolineare i suo ruolo di avversario numero uno riguardo a Sarkozy, definendosi però come persona di buon umore e di spirito senza ambizioni sbagliate, una sorta di "Signor Normale". Il che tuttavia non lo mette al riparo da alcune critiche "oggettive", che sottolineano come il candidato socialista non abbia esperienze di governo, non essendo mai stato ministro, e neppure possa vantare inesistenti esperienze imprenditoriali. Nel settore delle istituzioni politiche, oltre che parlamentare, Hollande è stato presidente del Dipartimento regionale della Corrèze, uno dei più piccoli in Francia. Troppo poco, mormorano i critici, per chi dovrebe contribuire a governare un Paese che siede nel Consiglio di sicurezza dell'Onu e possiede armi nucleari.
Infine, quanto alla signora Marine Le Pen, fanno osservare le voci critiche, continuano i suoi attacchi pubblici agli immigrati musulmani, anche se cittadini francesi, accusati di non volersi integrare nella società che li ha accolti e accettare i suoi valori, come il secolarismo. Le chances di successo elettorale per la leader del Front National sembrano comunque ridotte, e tuttavia è possibile che raccolga un numero di voti sufficiente per andare al ballottaggio o contro Hollande o contro Sarkozy. La partita a tre si chiuderà all'ultimo minuto.


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