Rischio fallimento per Obama (e la Nato) in Afghanistan

Mercoledì, 3 dicembre 2008 - 16:50:00


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In campagna elettorale, specie di fronte a folle entusiastiche, si può dire di tutto o quasi nella certezza che non si verrà subito contraddetti. I guai cominciano quando, di fronte a problemi enormi e conquistato il potere, la spietata verifica dei fatti si può tradurre in una sfida non superabile solo con la retorica.

E' il caso di Barack Obama e della sua scelta politica di porre la questione dell'Afghanistan al centro della guerra americana al terrore islamista in antitesi - anche polemica, verso Bush - con l'intervento e la presenza militare in Iraq. Si era trattato in parte di una curiosa semplificazione del quadro globale in cui si svolge il conflitto "asimmetrico" da tempo in corso: se vinciamo in Afghanistan contro i Talebani, ecco la tesi del candidato presidente, il nemico nascosto sarà ridotto a più miti consigli.

Ma così si finiva per fuorviare gli americani, dando loro a credere che il dramma stia per finire e rinunciando quindi a far capire che la sanguinosa "story" di questo secolo è destinata purtroppo a durare diversi anni. E infatti l'impegno elettorale di Obama a spostare forze Usa dall'Iraq pacificato e autonomo all'Afghanistan non è automaticamente il toccasana, la formula risolutiva a breve.

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