Bucarest deve aiutare l'Italia nel controllo dell'emigrazione
"Il dono all'Italia di questi campioni di umanità degradata è stato fatto dai frenetici allargamenti a Est dell'Unione e dalla follia di Schengen". Guido Ceronetti, poeta, filosofo, scrittore, giornalista, drammaturgo, in una parola intellettuale di grande versatilità, così prende di petto sulla Stampa di Torino (2.2.2009) l'affaire romeno che angustia oggi gli italiani e il loro establishment politico.
Descrivendo il degrado civile e morale, dovuto anche ma non solo al regime comunista di Ceausescu, che accompagna e guida quella minoranza di immigrati pronti a delinquere in Italia (nel modo che sappiamo), l'autore se la prende con il "facile" e affrettato ingresso della Romania nella Comunità europea. Nonché con gli accordi cosiddetti di Schengen (1985) assorbiti poi dall'Unione (1997) in tema di abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne, accordi che dal 1999 si devono estendere anche ai nuovi Stati membri della Comunità sia pure gradualmente. E dal primo gennaio 2007, data dell'ingresso nella Ue, si è aperta la strada anche alla Romania e alla Bulgaria.



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