Rigoletto/ Anteprima: giustizia sociale e sfida alle lobby, ecco il primo libro sulla politica economica di Obama

Giovedì, 15 gennaio 2009 - 16:30:00

- LEGGI L'INTRODUZIONE DI BOERI SOGNI DA OBAMA

- LEGGI L'INTRODUZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA DELL'AUTORE JOHN TALBOTT

Proprio sul tema del libro, il 26 gennaio prossimo a Palazzo Clerici (via Clerici 5, Milano), alle18.00, l'ISPI promuove una Tavola Rotonda dal titolo: "Obamanomics: sfide economiche e sociali della nuova presidenza".  Parteciperanno Tito Boeri, Alberto Martinelli, Fabio Ranchetti e l'autore John Talbott

Sviluppo dal basso, più regolamentazione e sfida alle lobby di Washington. Questi i capisaldi della Obamanomics, la politica economica del neo presidente degli Stati Uniti sintetizzata da John Talbott in un libro (dal titolo appunto Obamanomics) che ora esce anche in Italia. Pubblicato dalla Università Bocconi editore, si tratta del primo saggio su quella dottrina economica di Barack Obama che, secondo l'autore, segnerà l'abbandono totale della Reganomics e delle ricette ispirate all'individualismo di mercato che hanno trascinato l'America nel baratro.

L'edizione italiana, che arriva prima dell'insediamento alla Casa Bianca del neo presidente, è completato da una introduzione (Sogni da Obama) a cura dell'economista Tito Boeri, che critica le promesse economiche fatte in campagna elettorale, ma che invita i nostri politici a prendere esempio dalla storia dall'ex senatore dell'Illinois cui riconosce di non aver "commesso un solo errore".

Talbott parte dal fatto che, con le capacità oratorie che il mondo gli riconosce, Obama ha chiarito di non essere soddisfatto dell’economia di un Paese in cui gli amministratori delegati delle grandi imprese guadagnano fino a 465 volte più dei loro dipendenti, l’1% della popolazione detiene il 40% della ricchezza e 47 milioni di individui sono privi di assicurazione sanitaria. Nel corso della campagna elettorale, inoltre, è scoppiata la più grave crisi del dopoguerra, che Obama attribuisce in gran parte alla deregolamentazione della finanza, ottenuta dalle potenti lobby del settore.


La copertina del libro

“I lobbisti non hanno finanziato la mia campagna elettorale e non gestiranno la mia Casa Bianca”, Obama ha avuto modo di dichiarare. Negli ultimi decenni (e non solo con l’amministrazione Bush) gli interessi delle grandi imprese di ogni settore, organizzate in un’industria del lobbying che impiega decine di migliaia di persone, sono invece sempre riuscite a prevalere su quelli collettivi, fino a far diventare dottrina semi-ufficiale quella del “trickle-down”, secondo cui i benefici economici elargiti ai più ricchi e più produttivi finirebbero per percolare su tutta l’economia, attraverso la creazione di nuove attività e nuovi posti di lavoro. È per questo che, sostiene Talbott, un terzo dei tagli di tasse decretati da Bush ha beneficiato l’1% più ricco della popolazione.

Nella visione di Obama, al contrario, la prosperità viene dal basso e gli interventi pubblici devono favorire soprattutto i redditi bassi e medi, con tagli fiscali per i meno abbienti eventualmente bilanciati da aumenti per i redditi più alti e la garanzia di stipendi decenti per chi lavora (ipotizza un aumento del salario minimo), a sostegno di una retribuzione reale ferma ormai da decenni anche negli Usa. I concetti di giustizia economica e opportunità si devono tradurre in un effettivo accesso di tutti a un sistema educativo di qualità.

Il neopresidente non teme, infine, di pronunciare la parola regolamentazione, tra le meno popolari a Washington negli ultimi 30 anni, per prevenire il ripetersi di situazioni simili a quella che ha portato a un mercato dei mutui-casa troppo facile e alla conseguente crisi finanziaria.

Non ci si deve, comunque, attendere cambiamenti drammatici in tempi brevi. Talbott definisce Obama un incrementalista, intenzionato a imporre la propria visione poco alla volta e tenendo conto dei vincoli che la situazione di crisi impone.

Obama propone soluzioni strutturali e di lungo termine anche in tema di sanità, politica ambientale e sistema scolastico ma, insiste Talbott nella prefazione all’edizione italiana, scritta dopo l’elezione di Obama, “non ci sarà lungo termine se Obama non riuscirà a farci superare la crisi attuale”. E i numerosi interventi di stimolo previsti tendono tutti nella direzione dell’aumento delle spese o riduzione delle entrate, con l’inevitabile conseguenza di una fortissima tensione inflazionistica nel prossimo futuro.

L'AUTORE
John Talbott ha lavorato per anni come investment banker alla Goldman Sachs ed è stato consulente economico di alcuni paesi in via di sviluppo. Tra i suoi titoli precedenti, The Coming Crash of the Housing Market (2003) e Sell Now! The End of the Housing Bubble (2006).

Obamanomics
Dalla crisi dell'alta finanza alla prosperità dal basso
di John Talbott
(con un intervento di Tito Boeri)
Università Bocconi editore, 2009
228 pagine, 18 euro

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