Il Rigoletto/ Regole per il futuro dell'Italia
Venerdì, 15 ottobre 2010 - 16:00:00
Anno dopo anno, l'Italia sta retrocedendo in tutte le classifiche relative allo sviluppo economico, alla disoccupazione giovanile, all'educazione e alla ricerca, ai diritti dei consumatori. Mentre sale nelle graduatorie che misurano l'evasione fiscale, la corruzione, l'abusivismo edilizio, la lentezza della giustizia.
Tutte queste criticità sono però accomunate da un grave limite, che porta alla degenerazione dell'intero sistema: l'Italia non ha saputo darsi le regole giuste. In genere da noi leggi, norme e regolamenti sono troppo numerosi e troppo complicati, tanto che diventa molto difficile rispettarli. Così chi non li rispetta viene spesso condonato o amnistiato, mentre cittadini e imprese si adattano all'elusione di massa. Per rimediare, vengono emanate nuove regole, sempre più severe, e la situazione peggiora.
È quello che Roger Abravanel e Luca D'Agnese hanno definito «il circolo vizioso delle regole», che rende impossibile qualunque serio progetto di riforma. Senza regole, o con regole sbagliate, l'economia non si sviluppa, perché le imprese «piccole, brutte, anzi bruttissime» fanno concorrenza sleale a quelle innovative.
Senza regole, o con regole sbagliate, governare una società sempre più complessa, dove i servizi hanno un peso crescente rispetto ai prodotti, è impossibile. È troppo facile scaricare la responsabilità del declino italiano sui politici e sulla classe dirigente.
Regole dimostra che dobbiamo innescare un circolo virtuoso delle regole in tutta la società: un processo che coinvolga i cittadini, che devono essere informati e partecipare alla definizione e al miglioramento delle regole grazie a una scuola che non deve solo trasmettere nozioni, ma formare le «competenze della vita» necessarie per interagire efficacemente con gli altri; una giustizia civile veloce; un sistema dell'informazione indipendente dalla politica e dagli affari.
Roger Abravanel e Luca D'Agnese dimostrano che seguire le regole non solo è giusto, ed evita sanzioni di vario tipo: è soprattutto conveniente. E avanzano cinque proposte concrete che possano finalmente far ripartire il nostro paese.
Gli autori
Roger Abravanel (Tripoli, 1946), laureato in ingegneria al Politecnico di Milano, Master in Business Administration all'INSEAD di Fontainebleau, ha lavorato per 34 anni in McKinsey come consulente di aziende italiane e multinazionali in Europa, America ed Estremo Oriente. Attualmente è consigliere di amministrazione di varie aziende e advisor di fondi Private Equity in Italia e all'estero. Il suo Meritocrazia (Garzanti 2008), giunto alla quinta edizione, ha aperto un ampio dibattito e innescato diversi progetti di riforma, ispirando inoltre il seguitissimo blog «meritocrazia» sul sito www.corriere.it.
Luca D'Agnese si è laureato in fisica nel 1986 presso l'Università di Pisa-Scuola Normale e ha completato un Master in Business Administration all'INSEAD. Ha lavorato 15 anni in McKinsey e successivamente è stato alla guida di diverse imprese, nel campo dell'informatica, dell'energia, delle telecomunicazioni, in Italia, negli Stati Uniti e in Medio Oriente. Attualmente è amministratore delegato di una società che opera nel settore delle energie rinnovabili.
di Roger Abravanel e Luca D'Agnese
Ed. Garzanti
364 pagg, 18,60 euro
Tutte queste criticità sono però accomunate da un grave limite, che porta alla degenerazione dell'intero sistema: l'Italia non ha saputo darsi le regole giuste. In genere da noi leggi, norme e regolamenti sono troppo numerosi e troppo complicati, tanto che diventa molto difficile rispettarli. Così chi non li rispetta viene spesso condonato o amnistiato, mentre cittadini e imprese si adattano all'elusione di massa. Per rimediare, vengono emanate nuove regole, sempre più severe, e la situazione peggiora.
È quello che Roger Abravanel e Luca D'Agnese hanno definito «il circolo vizioso delle regole», che rende impossibile qualunque serio progetto di riforma. Senza regole, o con regole sbagliate, l'economia non si sviluppa, perché le imprese «piccole, brutte, anzi bruttissime» fanno concorrenza sleale a quelle innovative.
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Regole dimostra che dobbiamo innescare un circolo virtuoso delle regole in tutta la società: un processo che coinvolga i cittadini, che devono essere informati e partecipare alla definizione e al miglioramento delle regole grazie a una scuola che non deve solo trasmettere nozioni, ma formare le «competenze della vita» necessarie per interagire efficacemente con gli altri; una giustizia civile veloce; un sistema dell'informazione indipendente dalla politica e dagli affari.
Roger Abravanel e Luca D'Agnese dimostrano che seguire le regole non solo è giusto, ed evita sanzioni di vario tipo: è soprattutto conveniente. E avanzano cinque proposte concrete che possano finalmente far ripartire il nostro paese.
Gli autori
Roger Abravanel (Tripoli, 1946), laureato in ingegneria al Politecnico di Milano, Master in Business Administration all'INSEAD di Fontainebleau, ha lavorato per 34 anni in McKinsey come consulente di aziende italiane e multinazionali in Europa, America ed Estremo Oriente. Attualmente è consigliere di amministrazione di varie aziende e advisor di fondi Private Equity in Italia e all'estero. Il suo Meritocrazia (Garzanti 2008), giunto alla quinta edizione, ha aperto un ampio dibattito e innescato diversi progetti di riforma, ispirando inoltre il seguitissimo blog «meritocrazia» sul sito www.corriere.it.
Luca D'Agnese si è laureato in fisica nel 1986 presso l'Università di Pisa-Scuola Normale e ha completato un Master in Business Administration all'INSEAD. Ha lavorato 15 anni in McKinsey e successivamente è stato alla guida di diverse imprese, nel campo dell'informatica, dell'energia, delle telecomunicazioni, in Italia, negli Stati Uniti e in Medio Oriente. Attualmente è amministratore delegato di una società che opera nel settore delle energie rinnovabili.
Come lettura del weekend Affaritaliani.it ha scelto "Conclusioni - Una "Magna Charta" per l'Italia"
Clicca qui per le precedenti puntate del "Il Rigoletto"
di Roger Abravanel e Luca D'Agnese
Ed. Garzanti
364 pagg, 18,60 euro



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