Il Rigoletto/ "Il riformista tradito", nel libro di Giuliano Cazzola i "consigli" di Marco Biagi per il governo Berlusconi
![]() La copertina del libro |
Poche altre "azioni militari" del terrorismo rosso (almeno tra quelle più recenti) sono state in grado di provocare un danno così rilevante a quello che le Br definiscono il "sistema". Se Marco Biagi fosse vivo – e se lo avesse voluto – oggi sarebbe un uomo di governo o un parlamentare di rango; oppure occuperebbe un posto rilevante nelle istituzioni. In pochi mesi – dal secondo semestre del 2001 fino al giorno della sua morte – Biagi aveva trovato il posto che meritava
nella vita pubblica del Paese: editorialista di punta del Sole 24 Ore, relatore nei più importanti convegni, intellettuale apprezzato, forte del potere autentico che deriva dall’autorevolezza.
Marco Biagi aveva ben chiara la funzione innovativa che avrebbe avuto il Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia, nel quale aveva riversato le suggestioni di un’attesa durata anni in cui era stato costretto a muoversi e a operare facendosi largo in una giungla di tutele (riconosciute al cosiddetto contraente più debole) che lui considerava improprie ed eccessive. Non si può non notare, scorrendo oggi quelle pagine, l’"ansia del dire e del fare" di una persona (che aveva a lungo sofferto per i limiti che la politica aveva imposto alla sua azione) a cui viene finalmente consegnata la possibilità, anzi la libertà, di "dire" e di "fare".
Il suo lascito non ha soltanto un grande valore morale. È l’attualità del suo pensiero che va messa in evidenza, la sua capacità di guardare lontano. Le persone comuni sanno benissimo che al di là dell’orizzonte ci sono altre pianure, altre valli, altre montagne, altri fiumi, altre città. Ma devono arrivare in quel punto per poter osservare tutto ciò che non riuscivano a scorgere prima. Marco Biagi aveva il talento di coloro che sanno vedere più in là. Lo fanno con gli occhi dell’intelligenza e della fantasia, con quell’intuizione profetica di chi è in sintonia con il senso di marcia della storia. Ecco perché il pensiero del professore è ancora vivo e vitale, denso di insegnamenti.
Le soluzioni da lui suggerite ai principali problemi di allora sono tuttora valide per quelli di oggi. Probabilmente la spiegazione è banale: i problemi sono sempre gli stessi e segnano – non risolti – il passo sul posto.
L'autore
Può ancora contribuire il pensiero di Marco Biagi, il giurista assassinato nel 2002 da un commando delle Brigate rosse, a ispirare la politica del lavoro dell’attuale compagine governativa, nella quale ricoprono incarichi strategici personalità come Renato Brunetta e Maurizio Sacconi, che del professore bolognese furono non solo stretti collaboratori, ma anche amici? Giuliano Cazzola, legato a Biagi da trentennali rapporti di amicizia e reciproca stima, ripercorre nel saggio il percorso umano del professore ed evidenzia l’attualità delle elaborazioni che lo videro protagonista. In sostanza, gran parte delle soluzioni che oggi vengono individuate nel campo della modernizzazione del diritto del lavoro, della riforma della struttura della contrattazione, nonché di un’efficiente politica del lavoro, trovano tuttora, ad avviso dell’autore, riferimenti utili e suggerimenti validi nelle opere di Biagi. Cazzola, deputato del Pdl, è vicepresidente della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera, consigliere politico del ministro Renato Brunetta e docente di Diritto della previdenza sociale nell’Università di Bologna.
Il riformista tradito
di Giuliano Cazzola
Ed. Boroli Editore
142pagg, 14,00 euro
Come lettura del weekend Affaritaliani.it ha scelto un estratto dell'Introduzione



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