Piredda Maruska, la vera pasionaria

Sabato, 4 aprile 2009 - 12:11:00


Maruska Piredda
Antonio Di Pietro l’ha presentata come Piredda Maruska, con il cognome prima del nome: sarà il “complesso dell’anagrafe”, come lo chiama il commissario Montalbano, o più probabilmente un retaggio delle elementari o del servizio militare. Quel “Piredda Maruska” ha fatto subito venire in mente un “abile, arruolata” e infatti Di Pietro così ha spiegato il motivo della sua candidatura alle elezioni europee: "Piredda Maruska si è opposta allo sfascio di Alitalia, ma è rimasta con la divisa addosso, orgogliosa di una lotta per mantenere l'orgoglio di una compagnia di bandiera".

 La vera pasionaria dell’Alitalia, insomma, è lei, l’assistente di volo che sei mesi fa era stata fotografata mentre, con il foulard aziendale al collo e le braccia alzate, esultava alla notizia che la trattativa con la Cai era saltata; è la sindacalista della Cisl che aveva poi criticato il suo leader Bonanni per l’accordo con Cai e che ha preferito la cassa integrazione al nuovo contratto. Ma “non ha denigrato la compagnia”, precisa Di Pietro, ha lottato “nel rispetto delle regole e senza mai scadere nel gossip”. Non come Daniela Martani, l’altra ex hostess che invece si era messa il cappio al collo per dileggiare la nuova “cordata”, che aveva preso l’aspettativa per partecipare al “Grande Fratello” (ed è poi stata licenziata) e che ora, dopo l’eliminazione dalla “Fattoria”, è stata assunta da Emilio Fede.

Di Pietro ovviamente non fa nomi, ma il confronto tra le due pasionarie è inevitabile: lì la tv, qui la politica, da una parte le telecamere e lo show business, dall’altra l’europarlamento di Strasburgo. Quando le parlano dell’ex collega, Maruska prende le distanze: le nostre strade sono diverse, dice, e poi sottolinea, con un filo di perfidia: “Io non mi sono mai servita di nulla.”

Anche ai tempi delle barricate per Alitalia, Maruska appariva come il volto più serioso e meno folcloristico della protesta, sia per il suo ruolo di delegata sindacale, sia perché a 32 anni, single e madre di una figlia undicenne, era l’emblema delle difficoltà del precariato. Un volto che si era fatto notare perché giovane, bello e telegenico, ma anche arrabbiato: Maruska se l’era presa pubblicamente con il governo per le promesse non mantenute, con il suo sindacato che non aveva tenuto abbastanza duro, con il nuovo contratto Cai che dopo otto anni da precaria quasi le dimezzava lo stipendio.

Arrabbiata e determinata, da vera pasionaria, piuttosto che cedere ha lasciato il sindacato e anche il lavoro: “Il lavoratore deve avere una dignità”, aveva dichiarato in un’intervista. Mentre l’ex collega Daniela entrava e usciva dai reality show, Maruska rimaneva nell’ombra della cassa integrazione e delle ricerca di un nuovo lavoro. O quasi, perché in realtà anche lei ci ha provato con il “Grande Fratello”: ha fatto le selezioni proprio nello stesso periodo di Daniela (e tutte e due precisano che era stata la produzione a contattarle), ma alla fine è stata scartata. Lei ha commentato che era stato meglio così, che tiene più al suo prossimo matrimonio che ai reality, anche se poi aveva ammesso che le piacerebbe andare all’”Isola dei famosi”, “come esperienza di vita”. E anche allora non aveva risparmiato una frecciata per la sua ex collega: “Hanno fatto la scelta migliore, poi lei è più nel giro dello spettacolo.”

Ma tutto questo era prima che Antonio Di Pietro le proponesse di entrare in lista per le europee. Il suo nuovo mentore ha elogiato il suo orgoglio e la sua serietà e per ora eventuali sogni di gloria sono accantonati: almeno fino alle elezioni, sarà ancora la pasionaria Piredda Maruska.

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