Il ritorno della Brambilla

Sabato, 21 marzo 2009 - 14:36:00

“Fiore reclinato” l’aveva chiamata Sandro Bondi, in una delle sue celebri poesie. Forse ne dovrà scrivere un’altra per Michela Vittoria Brambilla, ora che il “fiore reclinato” ha rialzato la sua chioma rossa e dopo un anno di purgatorio da sottosegretario si prepara a fare il suo ingresso trionfale nel governo come ministro del Turismo. La motivazione l’ha data Silvio Berlusconi: “E’ un’ira di Dio, una che non molla l’osso”, ha detto scherzando, ma non troppo, perché Michela è sempre stata così, una “rompiballe che non si arrende mai”, come dice lei stessa, e che quando vuole qualcosa non demorde finché non l’ha ottenuto.


Michela Vittoria Brambilla
GUARDA LA GALLERY

Lo sa anche Giorgio Medail, che tenne a battesimo la ventenne Michela nel mondo del giornalismo televisivo. Michela l’aveva incontrato a Salsomaggiore, dove, con la fascia di Miss Romagna, partecipava alle finali di Miss Italia: non vinse, ma cominciò a tempestare di telefonate Medail, finché non la prese a lavorare con lui a Canale5. Su Youtube è ancora cliccatissimo uno dei suoi servizi tv del 1991 per “I misteri della notte”, programma “esoterico” di Medail, dove Michela gira per le discoteche di Barcellona in abbigliamento dark e succinto. Grazie al fisico statuario fa anche la modella per i collant Omsa e il “manichino vivente” per aziende di biancheria intima. A ventisette anni, Michela improvvisamente abbandona il giornalismo, la moda e la laurea in lettere presa nel frattempo alla Cattolica di Milano e spinta dal padre, imprenditore brianzolo dell’acciaio, comincia a occuparsi di una piccola attività commerciale: nel giro di qualche anno diventerà presidente di due società del settore ittico.

Arrivata nel mondo aziendale per caso, Michela ci è rimasta per determinazione, e così ha fatto anche in politica: era presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio, ha conosciuto Berlusconi e da allora non ha più “mollato l’osso”. Il primo tentativo di entrare alla Camera, nel 2006, fallisce perché non prende abbastanza voti, ma Michela non si arrende, aspetta e intanto lavora per Berlusconi: fonda i Circoli della Libertà e la Tv della Libertà, diretta dal suo vecchio mentore Giorgio Medail (e chiusa dopo un anno, con un passivo di venti milioni di euro), è a fianco di Berlusconi nel famoso “discorso del predellino” che annuncia la nascita del Partito delle Libertà, la invitano in tutti i salotti tv come nuova pupilla del Cavaliere e addirittura suo possibile delfino. Ma la determinazione di Michela si è vista soprattutto quando la sua parabola improvvisamente ha cominciato a scendere: eletta l’anno scorso alla Camera, si è dovuta accontentare di fare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, scavalcata nei ministeri dal trio Carfagna-Gelmini-Prestigiacomo, e ha subìto la malcelata soddisfazione di chi, tra i colleghi di partito, non aveva mai sopportato la sua ostentata familiarità con Berlusconi e le sue esose pretese politiche, per non parlare del suo look appariscente, immortalato dalle calze autoreggenti mostrate con nonchalance a Porta a Porta.

Ancora una volta Michela ha saputo aspettare e ora avrà la sua rivincita, con un ministero fatto apposta per lei. E c’è da scommettere che la “pescivendola”, come la chiamano i suoi detrattori (per lo più nel suo stesso partito), non seguirà l’esempio delle colleghe ministro: non taglierà i capelli, non rinuncerà alle gonne e ai tacchi a spillo, e forse nemmeno alle autoreggenti. Per accontentare Michela (“il Presidente me l’ha promesso”, ripete da un anno), Berlusconi dovrà ripristinare il ministero del Turismo che gli italiani avevano cancellato con un referendum nel 1993, rimangiarsi le dichiarazioni dell’anno scorso sul numero dei ministri e fronteggiare i malumori degli alleati, soprattutto di An. Ma, evidentemente, meglio tutto questo che l’ira di Michela.

 

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    Lega/ Ai figli di Bossi paghetta da 5000 euro mese
    Crisi/ Lo spread scende sotto quota 430 punti =
    Rai/ Saviano vuole tornare, porte aperte da azienda
    Governo/ Terminato dopo quasi 3 ore incontro Monti - Berlusconi
    Calcio/ Il Chelsea chiama Capello, per i bookie accordo a 5
    Grillo/ Guerra civile mai finita, occupazione potere da P2
    Titoli Stato/ Spread Btp-Bund a 445 punti
    Finmeccanica/ Orsi, mai pressioni dalla politica
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME
    inEVIDENZA
    fotoconsiglioprovincialeauto2
    MilanoItalia

    I politici in sosta vietata. FOTO
    Milano, continua l'abuso

    Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E questa è la cosa più scandalosa. Il 28 ottobre 2011, Affaritaliani.it pubblicò un servizio fotografico davvero eloquente. Una Mini Cooper fiammante e un Suv parcheggiati, fianco a fianco, sui posti riservati alla ricarica delle auto elettriche. Ne venne fuori una bagarre

    Otto mesi dopo, un nuovo caso. Questa volta con due berline di lusso. Anche loro parcheggiate comodamente sul posto riservato alle auto green. LE FOTO

    La casa su misura?

    Per te migliaia di offerte di immobili. In vendita e affitto
    Cerca subito!

    Prima rata gratis

    Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso