Femmine/ Sonia Ghandi tra i potenti del mondo

Lunedì, 5 gennaio 2009 - 08:00:00


Sonia Ghandi
Nell’elenco dei cinquanta personaggi più potenti del mondo secondo Newsweek un solo nome suona italiano, quello di Sonia Gandhi, che un tempo si chiamava Sonia Maino. “Nata in Italia”, ricorda il settimanale, e ancora oggi i suoi avversari politici la chiamano con disprezzo “la  straniera”. Lei non si scompone: “Io sono indiana nel mio cuore”. E Sonia Gandhi non solo è indiana, ma è anche il vero leader del suo Paese d’adozione: “Nella più grande democrazia del mondo, lei è la regina”, scrive Newsweek. E’ presidente dell’Indian National Congress, il partito della famiglia Gandhi, che guida il governo; ha fatto eleggere l’attuale presidente della Repubblica; poche settimane fa ha fatto dimettere il ministro dell’Interno, colpevole di non aver saputo prevenire gli attacchi terroristici di Mumbai. Nel 1997, quando aveva deciso di accettare l’invito del partito a entrare in politica, aveva dichiarato: “Io mi sento una figlia della Madre India. Questa sarà la mia patria fino al momento della mia morte". Oggi, gli indiani la chiamano Mata Gandhi, la Madre della nazione.

Sonia non voleva darsi alla politica e non avrebbe voluto che lo facesse nemmeno il marito Rajiv, che aveva conosciuto nei primi anni ’60 a Cambridge: lei aveva diciotto anni, veniva da una famiglia piemontese piccolo-borghese e per mantenersi agli studi faceva la barista; lui frequentava il Trinity College e aveva il cognome più famoso dell’intera India. Si sposano nel 1968 sfidando entrambe le famiglie, quella di Sonia che non approvava la sua scelta di trapiantarsi in India, quella di Rajiv che avrebbe voluto per lui, figlio e nipote di primi ministri, una moglie della sua classe sociale. Sarà invece proprio Sonia la nuora più amata dalla suocera Indira, che morirà fra le sue braccia nel 1984, colpita dalle proprie guardie del corpo. Ma per gli indiani Sonia non è ancora una di loro, nemmeno quando, diventato Rajiv primo ministro, prende la cittadinanza, comincia a imparare l’hindi e a indossare il sari tradizionale: i giornali la accusano di amare troppo il lusso e di ricevere percentuali dalle aziende italiane che fanno affari in India. I primi a credere in lei, qualche anno dopo, sono i dirigenti del Partito del Congresso, che nel 1991, quando Rajiv viene ucciso da due estremisti, le chiedono di entrare in politica. Sonia rifiuta per anni, ma alla fine decide di impegnarsi e con lei il partito si rafforza fino a vincere le elezioni del 2004: la poltrona di primo ministro è praticamente sua, ma lei rinuncia e lascia il posto a un altro esponente del partito. Così Sonia Gandhi, dimostrando di non volere il potere, ma l’interesse della nazione, conquista il popolo e l’opinione pubblica e diventa finalmente indiana.

Sonia, in realtà, è più potente del primo ministro: lo testimoniano non solo gli elenchi di Newsweek, Time e Forbes, dove l’unico nome indiano è il suo, ma soprattutto l’energia e la determinazione con cui, da leader del partito di governo, affronta i problemi dell’India, dalla strage di Mumbai (con le dimissioni imposte al ministro dell’interno, cosa mai vista prima e molto apprezzata dai media locali) alla crisi economica e alla difesa dei poveri, che sono la stragrande maggioranza della popolazione. Forte e decisa, ma sempre con uno stile severo, distaccato, di rinuncia, che è quello che ha decretato il suo successo: non voleva fare politica, ma ha accettato il destino dei Gandhi e ha fatto quello che le veniva chiesto, riportare al vertice un partito che era senza guida e continuare l’opera di suo marito e di sua suocera. Molti ormai sono convinti che, quando rinunciò all’incarico di primo ministro, non fu per spirito di sacrificio, ma per un senso di inadeguatezza e per calcolo politico: meglio non bruciarsi e preservare il nome e il potere dei Gandhi per i suoi figli, Rahul, già deputato, e Priyanka, considerata l’incarnazione della nonna Indira. Sonia sta preparando con successo la strada per la quarta generazione della famiglia Gandhi: “la straniera” è ormai un vero politico e una vera indiana.


 

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