Mercedes Bresso ha già imparato la lezione di Obama

Sabato, 15 novembre 2008 - 12:00:00

Barack Obama insegna: saper usare bene il web può portare fino alla Casa Bianca. Tra i primi in Italia ad aver messo in pratica la lezione c’è Mercedes Bresso: “Se c’è una cosa che ho imparato da Obama, è usare bene le nuove tecnologie per creare un clima diverso tra politica e cittadini”, conferma la presidente della Regione Piemonte, che non ha perso tempo e ha deciso di prendere d’assalto il web. Ha chiamato due giovani agenzie torinesi di comunicazione, Tembo (che ha creato anche il sito Internet di Luciano Violante) e Bellissimo, e ha fatto rimettere mano al suo sito personale: il risultato è una grafica semplice ed elegante e dominata dal rosso, dal nome della presidente (Bresso News, Bresso Agenda, Bresso Blog) e soprattutto il suo volto, perché sul nuovo sito ci sono anche la Bresso TV e la raccolta dei suoi video presenti su YouTube, qui ribattezzati BressoTube.


Mercedes Bresso

E naturalmente c’è l’area Bresso 2.0, per trovare la governatrice su Google, guardare le sue gallerie di foto su Flickr e contattarla su Facebook, dove in due settimane il suo profilo ha superato il migliaio di “amici”. Ma, pur entusiasta delle nuove tecnologie e soprattutto dei social network, Mercedes Bresso non ha dimenticato i cittadini (ed elettori) che non navigano su Internet e anche a loro ha deciso di presentarsi in una veste nuova e meno istituzionale: quella della scrittrice, anzi della giallista, con il primo romanzo, “L’immagine del tartufo”, in uscita in primavera, e altri due in gestazione. Anche in questo caso ha trovato il modo per avvicinare i piemontesi, perché i suoi gialli si svolgono sempre sul territorio regionale (Alba, i laghi Maggiore e d’Orta, il Biellese) e gli investigatori protagonisti sono chiaramente autobiografici: una giovane poliziotta e un professore di storia del paesaggio, evidente omaggio dell’autrice al proprio marito, il geografo Claude Raffestin.

Alle prossime elezioni regionali manca un anno e mezzo, ma la vulcanica Mercedes si sta già preparando. E’ decisissima a farsi rieleggere alla presidenza della Regione Piemonte, strappata nel 2005 a Gianfranco Ghigo del centrodestra, dopo vent’anni di carriera politica quasi tutta regionale. Si racconta che Mercedes, radicale da giovane e ambientalista da sempre, abbia iniziato a fare politica quasi per caso: Piero Fassino, nei primi anni ’80 segretario della Federazione del PCI a Torino, cercava un professore universitario esperto di ambiente e la compagna di partito Livia Turco trovò il nome di Mercedes Bresso, laureata in economia e docente al Politecnico.

Arriva così alla politica a quarant’anni compiuti, ma la sua ascesa è rapida: nel 1985 viene eletta per la prima volta consigliere regionale, come indipendente nelle liste del PCI; dieci anni dopo è presidente della provincia di Torino, nel 2004 è eletta al parlamento europeo, l’anno dopo conquista la presidenza della Regione Piemonte. Mercedes è considerata una decisionista e non per niente la chiamano “la zarina”, ma lei non se la prende, anzi rivendica la sua determinazione: “Per affermarsi una donna deve essere autorevole, se questo viene scambiato per autoritarismo, pazienza.” L’ha dimostrato con la Tav, di cui è convinta sostenitrice: nel 2005, nonostante le minacce ricevute (le arrivò a casa una busta con tre proiettili), fece intervenire la polizia a rimuovere i blocchi dei contestatori in Val di Susa, perché, disse, “non vogliono dialogare”. Le sue prese di posizione sono sempre nette, non usa mezzi termini nemmeno all’interno del partito: è rimasto celebre il suo scontro a distanza con Gianni Vattimo, quando nel 2004 fu scelta proprio lei come candidato alle Europee, invece del filosofo torinese. “Capirei che non mi ricandidassero in favore di Kant, ma per fare posto a lei...”, era stato il tagliente commento di Vattimo, ma Mercedes aveva risposto per le rime: “A Torino lo dicono tutti che da europarlamentare Vattimo non ha combinato un tubo.” Ogni tanto nel Pd viene guardata con sospetto, come il suo collega Chiamparino, sindaco di Torino, entrambi non sempre allineati con i vertici nazionali. E c’è già chi, nel fermento internettiano della governatrice, vede delinearsi la minaccia di una lista autonoma della “zarina” Bresso.

Marialetizia Mele

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