Afef, regina del talk show in rosa

Sabato, 28 febbraio 2009 - 16:11:00


Afef
Ha rifiutato di incontrare la regina Elisabetta, perché le avevano detto che davanti alla sovrana avrebbe dovuto inchinarsi: “Nemmeno morta”, aveva risposto Afef, e Marco Tronchetti Provera era andato da solo al banchetto di Stato in onore della regina inglese. E’ sempre stata uno spirito indipendente, Afef, e l’ha ribadito anche in questi giorni, annunciando la sua nuova avventura televisiva, un talk show al femminile in onda a marzo su Lei, il canale di Rcs sulla piattaforma Sky: “Mi piace decidere da sola”, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera, “non chiedo mai consigli”. Nemmeno a suo marito, precisa: “Mai lui mi impedirebbe di fare qualcosa che mi diverte, come in questo momento la tv, mica è mio padre. E mai io entrerei nel suo mondo.” Il messaggio è chiaro e Marco Tronchetti Provera deve essersi ormai rassegnato alla carriera televisiva di sua moglie. All’inizio aveva cercato di opporsi, quando nel 2004 le avevano proposto una puntata speciale delle Iene, ma alla fine, naturalmente, l’aveva avuta vinta lei.

Lo stesso era accaduto due anni dopo, con La grande notte a fianco di Gene Gnocchi, dove si era rivelata una conduttrice brillante e ironica. Ha sempre voluto dimostrare che una ex modella non è per forza, come dice lei, “una bellona lessa”, anche se probabilmente questo pensavano tutti coloro che a metà degli anni ’90 la vedevano spesso ospite del “Maurizio Costanzo Show”, quando il nome e il volto di Afef Jnifen erano noti solo agli stilisti con cui aveva sfilato, da Armani a Chanel, a Cavalli. Poco dopo, Mediaset e la Rai già si contendevano la modella tunisina: nel 1998 è a Nonsolomoda su Canale5, l’anno dopo conduce Scommettiamo che...? su Raiuno con Fabrizio Frizzi. E’ proprio grazie alla tv che Afef conosce Marco Tronchetti Provera: a Londra per la presentazione del calendario Pirelli, chiede un’intervista al presidente, lui la fa attendere troppo e lei lo pianta in asso con uno sprezzante “con i maleducati non parlo”. Il seguito è da film, con colpo di fulmine e poi matrimonio, il terzo per entrambi. Ma chi si aspettava uno sfarzo da favola, è rimasto deluso: si sono sposati in segreto nella loro casa di Portofino, presenti solo i rispettivi figli e i testimoni, e dopo la cerimonia Afef è comparsa al rinfresco in jeans e scarpe da tennis.

Determinata e combattiva fin da bambina, quando giocava a calcio con i quattro fratelli maschi, indipendente e allergica a qualsiasi imposizione, Afef è sempre pronta a dire la sua: nel 2005 accusò di istigazione al razzismo il presidente del Senato Marcello Pera, che aveva parlato di “meticciamento dell’Europa”; ha criticato il giornalista Magdi Allam per la sua pubblica conversione al cattolicesimo e i film “Gomorra” e “Il divo” perché, dice, danno un’immagine negativa dell’Italia; di recente si è detta a favore della castrazione chimica per i colpevoli di stupro. Non ha mai fatto mistero delle sue simpatie per la sinistra e nel 2006 si era ventilata una sua candidatura con l’Udeur; poi ha sostenuto Veltroni per le primarie del Pd e nella campagna elettorale dell’anno scorso. Ma ha anche collaborato con Berlusconi, che quando era presidente del Consiglio nel 2005 la convocò a un pranzo con il premier turco Erdogan. Era stata chiamata anche a mettere pace tra Materazzi e Zidane dopo la famosa finale dei Mondiali di calcio 2006, ma il calciatore francese non accettò e non se ne fece niente. “Sono per la pace, per non scaldare gli animi”, ha detto Afef, presentando il suo nuovo programma e promettendo che non metterà mai in difficoltà le sue ospiti. Dice di essere solare come il suo Paese d’origine e allegra perché sua madre le ha insegnato a sorridere sempre. Sarà per questo che non perde mai l’occasione per una battuta, come quando debuttò con Gene Gnocchi su Raidue, la rete diretta dal leghista Marano: “Che colpo, si è ritrovato una conduttrice extracomunitaria e di sinistra...”

Marialetizia Mele

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