La democrazia secondo Veltroni

Giovedì, 2 ottobre 2008 - 18:04:00


Non a caso nella competizione tra il candidato democratico Obama e il candidato repubblicano McCain è in gioco il prossimo futuro degli Stati Uniti. In una democrazia parlamentare i tempi di approvazione delle leggi è assai lungo, basti pensare che per anni molte proposte di legge giacciono al Senato e alla Camera in attesa di essere approvate dalle Camere. In questo caso per il Presidente del Consiglio è più difficile governare ossia rendere esecutive in tempi brevi leggi magari urgentissime. In assenza poi di un sistema bipolare, non essendo i ministri di governo dello stesso partito, occorrono tempi di mediazione assai lunghi. Ci si domanda come mai Veltroni, uomo di cultura e comunque con un passato di direttore di quotidiano, non sia in grado di ragionare in questi termini: l'Italia ha alcune emergenze -sicurezza, giustizia, economia- che bisognerebbe affrontare con riforme strutturali.

In mancanza di un'intesa con l'opposizione (il caso Aliatalia docet) occorre procedere celermente attraverso l'utilizzo di decreti legge. Discutibili ma unica via per governare. Forse che ciò mette in discussione il sistema democratico tout court? No, mette il discussione il nostro sistema che, a detta di moltissimi, non è certo una democrazia compiuta. E ancora, i suoi timori si basano sugli insulti  che il Presidente Berlusconi rivolge a lui, ad alcuni giudici e ai sindacati, battute "delegittimanti per l'opposizione e per le istituzioni". Argomento molto specioso e anche risibile, dal momento che gli attacchi personali fanno parte del gioco politico. Infine "A preoccuparmi sono quegli stessi fenomeni di fondo che attraversano le società occidentali…".

E allora, caro Walter, perché accanirti tanto contro il tuo Paese e chi lo governa quando sai che tutto il mondo sta attraversando una profonda crisi di trasformazione? Viene il dubbio che in fondo Veltroni  ancora non ha accettato la sconfitta elettorale e che il suo avversario, Silvio Berlusconi, stia risolvendo problemi che da decenni il Paese si trascinava, dall'immondizia di Napoli ad Alitalia al disavanzo economico, mediante gli unici strumenti che, grazie all'opposizione di principio della sinistra, il sistema democratico italiano gli offre. Certamente con molto pragmatismo e scarsa alta politica. Del resto, come diceva Winston Churchill, la democrazia non è il miglior sistema di governo ma è l'unico possibile.

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