Clima/ Prestigiacomo-Marcegaglia: un asse fra bellezze

Giovedì, 23 ottobre 2008 - 10:24:00

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oggi in Europa l'unica priorità  riguardi l'ambiente, con tutto il rispetto dovuto ai seri problemi del riscaldamento del pianeta. Mentre nel mondo si stanno prospettando scenari economici davvero catastrofici e le borse saltellano in modo angosciante, sembra che l'unica preoccupazione di Bruxelles sia dover far rispettare, costi quel che costi, le misure per ridurre le emissioni inquinanti delle industrie, suggellati in ben altro clima economico, con una mancanza si flessibilità davvero inquietante. Viene il sospetto che quegli accordi siano più di origine politica che ambientalista. Il comune cittadino fatica a comprendere come mai mentre le maggiori potenze asiatiche, Cina e India, inquinano in assoluta libertà, senza alcun veto e regola, la sola piccola Europa debba farsi carico delle emissioni venefiche proprie e altrui.

Da dove nasce tanto eccesso di zelo da prima della classe? Per fortuna in Italia ai vertici di Confindustria e del ministero dell'Ambiente siedono due persone davvero in gamba e determinate che si stanno battendo come leonesse per il vantaggio non solo delle imprese italiane ma di tutto il Paese. L'asse Prestigiacomo-Marcegaglia ha messo in primo piano l'assurda situazione del nostro Paese: non solo le misure del piano europeo non tengono conto della situazione reale dell'Italia (e chi lo ha sottoscritto dovrebbe prendersi le sue responsabilità) ma pur avendo i migliori indicatori inquinanti d'Europa, siamo il Paese che deve affrontare oneri maggiori. Le emissioni pro capite di Co2 sono inferiori alla media europea, siamo il primo Paese al mondo per il rendimento delle centrali termoelettriche, abbiamo vetture circolanti con i consumi a chilometro più bassi rispetto agli altri Paesi europei. E non abbiamo neppure una centrale nucleare!

Persino il direttore dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Bologna, Franco Prodi, dichiara -e avrebbe fatto bene a convincere di ciò anche il fratello Romano- che "Sul Protocollo di Kyoto (non sottoscritto dagli USA, ndr) bisogna ricominciare da capo, riconsiderare tutto partendo da ambiente, clima ed energia, altrimenti l'economia europea andrà in affanno" (Corriere della Sera, 21-19-08 pag. 6). E ancora è di oggi la notizia che è stato siglato un accordo tra Eni ed Enel per "seppellire" l'anidride carbonica emessa dalle nostre centrali a carbone che coprono circa il 30% dell'energia elettrica, e presto ne seguirà un altro sulle fonti rinnovabili. "Questo è il nostro ambientalismo, del fare e non quello dei veti che ora ci troviamo in eredità dal precedente governo Prodi", dichiara una sorridente Stefania Prestigiacomo nel corso della conferenza stampa presso il suo ministero, affollata come da tempo non si ricordi.

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