Clima/ Prestigiacomo-Marcegaglia: un asse fra bellezze
In clima di recessione e nel bel mezzo di una crisi finanziaria la più pesante dopo quella del'29, sembra che
| ESCLUSIVO: LEGGI IL DOCUMENTO RISERVATO DEL GOVERNO CON LA POSIZIONE ITALIANA E I DATI CONTESTATI |
Da dove nasce tanto eccesso di zelo da prima della classe? Per fortuna in Italia ai vertici di Confindustria e del ministero dell'Ambiente siedono due persone davvero in gamba e determinate che si stanno battendo come leonesse per il vantaggio non solo delle imprese italiane ma di tutto il Paese. L'asse Prestigiacomo-Marcegaglia ha messo in primo piano l'assurda situazione del nostro Paese: non solo le misure del piano europeo non tengono conto della situazione reale dell'Italia (e chi lo ha sottoscritto dovrebbe prendersi le sue responsabilità) ma pur avendo i migliori indicatori inquinanti d'Europa, siamo il Paese che deve affrontare oneri maggiori. Le emissioni pro capite di Co2 sono inferiori alla media europea, siamo il primo Paese al mondo per il rendimento delle centrali termoelettriche, abbiamo vetture circolanti con i consumi a chilometro più bassi rispetto agli altri Paesi europei. E non abbiamo neppure una centrale nucleare!

Persino il direttore dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Bologna, Franco Prodi, dichiara -e avrebbe fatto bene a convincere di ciò anche il fratello Romano- che "Sul Protocollo di Kyoto (non sottoscritto dagli USA, ndr) bisogna ricominciare da capo, riconsiderare tutto partendo da ambiente, clima ed energia, altrimenti l'economia europea andrà in affanno" (Corriere della Sera, 21-19-08 pag. 6). E ancora è di oggi la notizia che è stato siglato un accordo tra Eni ed Enel per "seppellire" l'anidride carbonica emessa dalle nostre centrali a carbone che coprono circa il 30% dell'energia elettrica, e presto ne seguirà un altro sulle fonti rinnovabili. "Questo è il nostro ambientalismo, del fare e non quello dei veti che ora ci troviamo in eredità dal precedente governo Prodi", dichiara una sorridente Stefania Prestigiacomo nel corso della conferenza stampa presso il suo ministero, affollata come da tempo non si ricordi.



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