L'immortalità della tangente

Lunedì, 15 febbraio 2010 - 15:13:00

"A che vale il potere se non se ne abusa?", il detto è attribuito a Napoleone Bonaparte, che di abusi di potere ha lasciato ampia traccia, ma certamente ha anche segnato la storia. Più modestamente le vicende della tangenvallettopoli della Protezione Civile -  per quello che se ne sa, e con tutti i benefici del dubbio, nel rispetto della presunzione di innocenza - mostrano che è vero quello che sosteneva Tremonti, e cioè che "se non ci sono controlli, prima o poi saltano fuori i pasticci".

Nelle cronache di questi giorni colpisce la concomitanza del caso Bertolaso con il caso Pennisi, il consigliere comunale milanese del Pdl, responsabile della commissione urbanistica, beccato "con il sorcio in bocca", come si dice a Roma, proprio come Mario Chiesa, famoso controvoglia per essere stato all'origine del big bang di Tangentopoli.

Protezione civile e caso Pennisi sono gli estremi opposti di un unico problema: come far marciare la macchina della pubblica amministrazione in modo da evitare che blocchi tutto e paralizzi qualsiasi attività ed opera pubblica. Finora sapevamo che leggi e leggine, lacci e lacciuoli creano l'humus più favorevole perché cresca la pianta parassita della corruzione/concussione. Troppi sono gli ingranaggi della burocrazia, perciò devi ungerli tutti a dovere, altrimenti non girano. Il caso Bertolaso- Protezione Civile ci ha fatto scoprire che il sistema di emergenza velocizza, ma non necessariamente risana. La tangente, nelle varianti monetaria o in natura, prende piede anche lì, proprio per il principio napoleonico secondo cui potere e abuso vanno a braccetto.

Le conclusioni rischiano di essere sconfortanti. Ormai la mitica Protezione non solo non si trasformerà in un'agile spa (intesa come società per azioni, non come centro benessere), ma forse ricadrà nel burocratismo italico di sempre. Nel 1976 per il terremoto del Friuli non intervenne la protezione civile, che non esisteva. Arrivarono in ordine sparso pompieri, volontari, e moltissimi militari; per questi ultimi fu necessario chiarire che erano autorizzati a scavare tra le macerie senza il fucile in spalla. Morale: riusciremo ad uscire da questa storia senza aver buttato, con l'acqua sporca degli abusi, anche il bambino della Protezione Civile by Bertolaso? Altrimenti il rischio è che gli Italiani, tangente per tangente, decretino che sono preferibili quelle pagate ai poteri eccezionali, perché almeno così qualcosa funziona.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Calcio/ Il Chelsea chiama Capello, per i bookie accordo a 5
Grillo/ Guerra civile mai finita, occupazione potere da P2
Titoli Stato/ Spread Btp-Bund a 445 punti
Finmeccanica/ Orsi, mai pressioni dalla politica
Equitalia/ Lettera di minacce a presidente area Sud
Borse europee/ Contrastate, pesa crisi Greca
Lefebvriani/ S.Sede, previste ulteriori discussioni con Fellay
undefinedundefined
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME
inEVIDENZA
fotoconsiglioprovincialeauto2
MilanoItalia

I politici in sosta vietata. FOTO
Milano, continua l'abuso

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E questa è la cosa più scandalosa. Il 28 ottobre 2011, Affaritaliani.it pubblicò un servizio fotografico davvero eloquente. Una Mini Cooper fiammante e un Suv parcheggiati, fianco a fianco, sui posti riservati alla ricarica delle auto elettriche. Ne venne fuori una bagarre

Otto mesi dopo, un nuovo caso. Questa volta con due berline di lusso. Anche loro parcheggiate comodamente sul posto riservato alle auto green. LE FOTO

La casa su misura?

Per te migliaia di offerte di immobili. In vendita e affitto
Cerca subito!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso