Spezzeremo le reni alla Grecia?
Di Marco Volpati
Ad Atene c’è chi brucia bandiere europee e tedesche, e dà la caccia alle auto con targa della Germania. Brutto spettacolo, ma soprattutto segno della scomparsa di qualsiasi spirito di unità dell’Europa. La famosa troika di esperti-guardiani dei conti di Atene, più di tutti il Fondo monetario, prospetta un forte peggioramento per i bilanci familiari già allo stremo. I Greci sono alla disperazione e alla fame, e non è un modo di dire. La disoccupazione sfiora il 20 per cento (il 50 quella dei giovani). Stipendi e pensioni, anche quelli minimi, sono già stati tagliati. Molti possessori di automobili le hanno abbandonate per non pagare il bollo salito alle stelle. E questo dovrebbe essere solo l’antipasto.
E’ vero, quando si trattò di entrare nell’Euro la Grecia truccò i conti. Ma possiamo dire che fece tutto da sola? Che nessuno sapeva? E poi altri partner, compresa Italia, Francia e Germania fecero azioni di maquillage per spostare i debiti in zone invisibili dei loro bilanci.
E che dire di quello che accadde nel 2003, quando Francia e Germania avevano insieme sforato per la seconda volta il limite del 3 per cento di deficit, eppure costrinsero l’Ecofin a far finta di niente e rinunciare alle sanzioni fissate a Maastricht? C’è voluta una sentenza della Corte di Giustizia Europea per stabilire che non si poteva procedere così. Ma si capì già allora che nella UE le regole si applicano severamente con i piccoli, mentre si “interpretano” a favore dei più grossi. Diceva Pietro Nenni, dello Stato italiano: “forte con i deboli e debole con i forti”.
Ha senso affamare il popolo greco per confermare agli elettori tedeschi che Angela Merkel agisce da lady di ferro, e fornire almeno a lei (Sarkozy sembra ormai spacciato) la possibilità di farsi rieleggere?
Se il gap dei conti greci fosse stato diviso subito tra tutti i partner dell’Euro, ce la saremmo cavata con poca spesa, e l’attacco all’Euro sarebbe stato probabilmente sventato. Le conseguenze di questa politica che guarda poco più in là del naso dei capi di governo li pagheremo tutti noi europei, con anni di recessione.
La Germania gongola, perché ha superato il miliardo di Euro di esportazioni, ma è un record amaro: con l’Europa in crisi, il volume dei suoi traffici già rallenta. Mettere la Grecia in ginocchio non gioverà e nessuno.
Se Atene piange, Berlino non ride; o comunque non riderà a lungo.


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