Sogni alla Francese
Di Marco Volpati
Dev’essere colpa del mese di aprile, che concilia il sonno, e quindi anche i sogni. Anch’io, nel mio piccolo ne ho fatto uno: non riguardava il Cavaliere, come quello di Giuliano Ferrara. Toccava altro: gli immigrati dalla Tunisia sbarcati in queste settimane a Lampedusa e dintorni. Ottenuto il permesso temporaneo del governo italiano, permesso che è assolutamente regolare, come dice l’Unione Europea, ma vale soltanto per il territorio italiano, e quindi non abilita al passaggio verso altri stati europei, compresa – anzi innanzitutto – la Repubblica Francese, che sarebbe poi la meta agognata dei tunisini espatriati via mare, i malcapitati avevano deciso di avvicinarsi il più possibile alla terra del desiderio. Dove? Sull’Isola d’Elba, cara alle memorie napoleoniche, ma soprattutto vicina alla patria originaria del Bonaparte: la Corsica. Tra le due isole intercorrono meno di trenta miglia marine. In pratica si passa direttamente dalle acque territoriali italiane a quelle francesi.
Chi ha sfidato il mare agitato del Canale di Sicilia, figurarsi se si spaventa per un tragitto così breve. Gli intraprendenti tunisini noleggiavano all’Elba qualche barcone, senza stiparlo troppo per non correre nuovi rischi, e poi comunicavano alle autorità italiane la loro intenzione di fare una gita per mare in direzione della Corsica. Tutto legittimo of course, visto che i permessi temporanei di soggiorno sono vigenti e validi.
L’Italia, messa di fronte ad una situazione inattesa, decideva di accompagnare, diciamo “scortare” a scanso di rischi e problemi, le barche elbane noleggiate dai tunisini. Motovedette della Guardia Costiera, e anche di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, affiancavano le barche in gita verso la Corsica. Fino a un certo punto, però. A dodici miglia dalla costa francese si arrestavano, come vuole il diritto internazionale, e tornavano indietro. Le barche con i tunisini, al contrario, proseguivano.
Qui viene il bello, direte voi. Proprio così. Ma i sogni sono dispettosi: si interrompono proprio nel punto più drammatico. Non saprò mai come sarebbe andata a finire quella storia così strana.
A meno che…..



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