11 luglio, iPhone a ruba, muoiono i quotidiani cartacei... è il web bellezza
E’ l’effetto finale di quella rivoluzione tecnologica provocata da Internet, una delle più grandi scoperte della storia dell’umanità. (se non la più grande, per la molteplicità e pervasività delle sue implicazioni planetarie e strutturali). I consumatori-lettori, specie quelli più dinamici ed esigenti, l’avevano già capito e da qualche anno acquistavano sempre di meno il quotidiano (infatti le tirature sono in caduta vertiginosa), migrando in massa verso i new media.
Tutti pazzi per la mela
Cose Nostre, guarda il videocommento di Affari
Come lo hanno capito gli editori più lungimiranti (pochi) che stanno spostando il loro baricentro e i loro quartier generali sempre più verso l'online (vedi il pur vecchio e conservatore Murdoch), modificando l'idea e la forma-giornale ed evolvendo verso la rivoluzione epistemologica del prodotto multicanale (nonostante le resistenze corporative e misoneiste di manager, direttori e redattori). Lo hanno capito, in ritardo e con fatica i buyer e gli inserzionisti pubblicitari, che stanno spostando i loro budget sui più economici e redditizi new media. E lo hanno capito le borse, tant’è che solo per restare in Italia, i grandi gruppi editoriali, dalla Rcs che edita il grande Corriere, al Sole 24 Ore di Ferruccio De Bortoli e Claudio Calabi, dalla Repubblica di Carlo De Benedetti a Monrif della famiglia Riffeser, hanno praticamente dimezzato in pochi mesi il loro valore borsistico (con grande scoramento dei loro azionisti, sconsolati e inermi).
Lo spot dell'iPhone 3G
Ma proprio i grandi direttori e i grandi manager di questi giornali sembrano come impauriti e incapaci di reagire. Tamponano i loro bilanci con i collaterali (ma ormai i nostri tinelli sono pieni di inutili libri-allegati), nascondono le perdite gonfiando le tirature e regalando copie a destra e manca (ormai la Repubblica si trova gratis anche al mattino negli scalcinati vagoni letto delle FS) e aspettano un Godot che non verrà nel loro giardino dei ciliegi. Tutti a casa, rompete le righe. Chi non si aggiorna è perduto. E’ il web bellezza...
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(Segue - Da Roma a Tokyo tutti in fila per l'iPhone...)



Cibo? Niente di più filosofico...
La semiotica del gusto
Dell'arte del cibo parlerà il filosofo e musicista Massimo Donà domenica 27 maggio 2012 a Sabbioneta (Mantova) nell'ambito della terza edizione de "La Festa della filosofia", dedicata al tema "Pensare il cibo", in vista di Expo 2015
"Il cibo, i modi di stare a tavola, i processi del gusto sono forme di linguaggio": il semiologo Gianfranco Marrone spiega ad Affari il rapporto tra il pensiero e un buon piatto di pasta...
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